E' arrivata la quarta ondata!
la nuova generazione di autori/blogger nella nuova antologia di Las Vegas Edizioni
Come alcuni di voi sanno la casa editrice nell'era del web 2.0 Las Vegas edizioni (consiglio a tutti di fare un salto sul loro blog ma li trovate anche su aNobii e MySpace) qualche tempo fa ha indetto un concorso a cui hanno partecipato più di centotrenta blogger con l'obbiettivo di selezionare nuove giovani voci che, superate le dovute selezioni, avrebbero fatto parte di una nuova antologia di racconti edita per la casa editrice.
Bon, sono passati alcuni mesi e inaspettatamente Separazione XY ha superato le selezioni e nell'antologia in uscita prossimamente ci sarà quindi un mio racconto dal titolo Zhonguo Ni Hao (Buongiorno Cina).
Insieme a me altri tredici ruggenti blogger proporranno ai lettori i loro racconti,.Una vera e propria "ondata" di narratori che son sicuro saprà conquistarvi tutti.
Da questo momento il mio intento sarà quello di proporre, in una serie di post monografici, tutti gli autori dell'antologia in modo che li possiate conoscere meglio.
Oggi iniziamo con Paolo Cacciolati:
Paolo Cacciolati somma l´età di due ventenni, ma, dicono, la saggezza di uno solo. Difatti quando qualcuno legge i suoi scritti domanda: Ma te c'hai proprio quarant'anni?Ha fondato un blog che, con potente scatto di fantasia, ha chiamato paolocacciolati, ispirandosi a questo motto: "Quando la nostra esistenza cessa di volgersi all´intimo e al privato, la conversazione degenera in puro pettegolezzo. In proporzione, quanto più diminuisce la nostra vita verso l´interno tanto più costantemente e disperatamente andiamo all´ufficio postale." (Henry David Thoreau)Ecco, Il blog di Paolo Cacciolati non vorrebbe essere un surrogato dell´ufficio postale, piuttosto un luogo che consenta di avere notizie di sè, e degli amici, tramite letture, divagazioni intorno allo scrivere, divagazioni e basta. http://paolocacciolati.blogspot.com/
Di seguito propongo un suo stupenderrimo post/racconto dal titolo:
Prima di abituarti a Milano
Prima di abituarti a Milano, Milano si è già abituata a te, prima di abituarti alle strade che non hanno angoli precisi, perchè vanno un pò storte come gli pare, prima di abituarti a firmare un contratto e parlare di soldi, prima di abituarti che se ce la fai a Milano ce la fai dappertutto, prima di abituarti che a Milano si paga caro per mangiare male, prima di abituarti che alla nebbia che si appiccica ai bordi dei palazzi, prima di abituarti a inghiottire crostate di polveri fini, prima di abituarti alle occhiaie tristi della cassiera all'autogrill di Cormano, prima di abituarti al parcheggio multipiano e multicemento di Famagosta, prima di abituarti al capolinea della verde come uno stomaco vuoto, prima di abituarti all'intestino grigio che si riempie fermata dopo fernata, prima di abituarti a non guardare in faccia la gente nella metro, prima di abituarti a non indagare se è vero che hanno il colorito come lo zafferano, anche se dicono che prendi il colore giallo solo i primi duetremesi, che poi dopo duetremesi la tua faccia si abitua e torna normale, prima di abituarti che è inutile badare al colorito tanto nello scomparto la metà sono thaicoreavietcong, e gli altri indupakibangladesh, prima di abituarti a ignorare la coppia peruviana che suona il banjo e dice grazie tendendo il cappello, prima di abituarti che è proprio vero che le ragazze di Milano hanno questo passo di pianura, quando scendono dalla metro hanno uno sguardo declinato retto su andatura marziale, prima di abituarti che in centro c'è anche qualche autoctono che è lì da più di duetremesi perchè ha la pelle normale, però spesso cotta di lampada, prima di abituarti a uscire alla Triennale senza farti spianare dalla gente che corre, prima di abituarti a prendere il tram giusto verso i Castelli, prima di abituarti a non prenderlo nelle direzione opposta, che ormai hai perso mezz'ora per tornare indietro e salire nella direzione giusta, prima di abituarti a questo tram con i rivestimenti di legno che scricchiolano insieme ai pensieri dei passeggeri, prima di abituarti che arrivi con 40 minuti di ritardo all'appuntamento e ti hanno già cercato al cellulare per avere notizie, prima di abituarti che c'è questo signore con gli occhialetti che è sceso in strada a fumare e parla al telefonino e quando alza lo sguardo verso di te non sembra neppure incazzato, prima di abituarti a salire e presentarti, prima di abituarti a non pensare al tuo accento tremendo, prima di abituarti a rilassarti, a pensare che ormai è fatta, prima di abituarti a chiacchierare con questo signore con gli occhialetti che al ritorno ti accompagna a piedi verso la Triennale, prima di abituarti che per accorciare si passa in mezzo al parco, prima di abituarti che lui non conosce Il padrone di Parise, però tu non hai letto La morte in banca di Pontiggia così siamo pari, prima di abituarti a non distrarti a guardare due che si baciano seduti su una panchina, che poi non si baciano soltanto è che limonano proprio, cioè vedi il guizzare roseo tra le mandibole tese, la guancia della ragazza percorsa dal di dentro da una specie di pallina che si sposta veloce, poi saltella di fuori e c'è questo sfregamento di punte che ancora un pò e si accendono come un fiammifero, prima di abituarti che è una vita che non vedi due che limonano, che l'ultima volta sarà stato a un festino del liceo, e ora ti ricordi che quel festino era a casa tua e i due che limonavano erano sul tuo letto, però non ti ricordi che cazzo ci facevi a guardare due che limonavano sul tuo letto, che poi quella volta non eri manco bevuto, preoccupato com'eri di quanto erano bevuti gli altri, dico, come si fa ad essere così idioti da fare una festa e lasciare libero accesso al mobile bar? ed era Frank quello che si era bevuto genepy e maraschino vomitando poi il tutto sul davanzale della finestra nella camera dei tuoi? prima di abituarti a questo signore con gli occhialetti che dev'essersi accorto che per un attimo sei andato da qualche altra parte, prima di dimenticarti dei due che limonano sulla panchina e di quegli altri due che limonavano nella tua cameretta, allora ti accorgi che forse ti stai abituando a Milano,che tanto Milano si è già abituata a te.
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